10. Sicurezza, alimentazione ed allenamento

Che si pratichi in bacino delimitato od in mare, l’apnea non va mai fatta da soli. E’ necessario avere sempre un compagno e con questi definire bene il piano di immersione ed i segnali con i quali comunicare.

E’ importante inoltre che entrambi o tutti i partecipanti ad una sessione di allenamento conoscano tutte le possibilità di risoluzione di eventuali emergenze e problemi che potrebbero presentarsi. E’ basilare che entrambi i compagni abbiano più o meno una eguale preparazione o che si accingano ad affrontare apnee alla portata di colui che è meno bravo.

Durante le apnee statiche ci deve, dunque, essere sempre un assistente  vicino, il quale, a scadenze fissate in precedenza, ci darà dei lievi colpi in una parte del corpo concordata e l’apneista risponderà generalmente muovendo lievemente un dito, per segnalare che sta bene.
Nelle apnee dinamiche il compagno segue l’apneista a pelo d’acqua, portando con sé una tavoletta alla quale farlo poggiare nel caso di un’emergenza o di un’uscita lontano dal bordo vasca.

Nell’apnea profonda è fondamentale che il compagno che fa assistenza debba conoscere a quale quota stia per scendere il suo amico ed in che tempi pensa di completare il suo tuffo. A seconda della profondità e della durata di questo, si darà un tempo per partire ed aspettarlo sott’acqua mentre l’atleta è in risalita: accompagnare il sub negli ultimi 15 – 10 metri è importantissimo, poiché sono spesso i metri più impegnativi e nei quali l’imprevisto è dietro l’angolo, sempre per quel discorso per il quale i polmoni si riespandono improvvisamente (legge di Boyle) e è come se  altrettanto improvvisamente si avverta la fame d’aria.

Alimentazione:

E’ buona norma non andare mai a fare apnea digiuni, soprattutto se si trascorrono molte ore in mare. Si potrebbe optare per una cena proteica la sera prima di una sessione di allenamento e fare una colazione leggera a base di carboidrati la mattina dell’uscita in mare, facendo passare un paio d’ore prima di immergersi. Se si sta andando a pesca è bene bere, ogni tanto, poiché in acqua si perdono molti liquidi attraverso l’urina che viene enormemente stimolata per effetto del blood shift.
E’ importante un’alimentazione ricca di frutta e di verdura che ossigeni il nostro organismo e lo mantenga ben idratato. Possono essere presi degli antiossidanti, come la vitamina E e C ed evitati il caffè, la cioccolata, le bevande gassate, i dolci e gli alcoolici.

L’allenamento:

Potremmo dividere la stagione di allenamento di un apneista in tre fasi ognuna, grosso modo di tre mesi.

La prima fase consiste soprattutto nello svolgere una attività cardiovascolare, corsa, nuoto, bici, per rimettersi in forma dopo un periodo di fermo e tonificare il muscolo cardiaco. Potremmo poi proseguire inserendo un potenziamento muscolare, soprattutto degli arti inferiori e incominciare ad usare, in piscina, le normali pinne da snorkeling per il nuoto di superficie. Dopodiché si inizia ad inserire l’apnea ed a fare delle tabelle di dinamica e di stop and go, cioè della statica abbinata alla dinamica. Ogni tanto potremmo dedicare dei giorni ad allenare solo la statica, con tabelle piramidali di aumento del tempo di apnea, con recupero fisso o variabile in diminuzione.

Tutto ciò di cui sopra deve essere accompagnato alla cura della respirazione e del rilassamento, nonché ad un accurato stretching della gabbia toracica e del diaframma.

All’arrivo della bella stagione siamo così pronti per entrare in acqua e testare la nostra capacità approcciando la profondità, sicuri di quanto abbiamo messo nel nostro bagaglio di allenamento fisico e mentale e di nuova percezione di noi e delle nostre capacità.

di Mariafelicia Carraturo
www.feliciacarraturo.it


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