Tumori cerebrali

Definizione
I tumori cerebrali sono tumori rari che possono essere di tipo primitivo, ossia originare nel cervello, oppure formarsi come metastasi secondarie di neoplasie a carico di altri organi, come il tumore del polmone o della mammella.

I tumori cerebrali primitivi sono principalmente meningiomi e gliomi: nel complesso, la loro incidenza annuale è di circa 20 nuovi casi ogni 100.000 abitanti e la loro diffusione è in aumento, soprattutto in relazione all'allungamento della vita media; anche l'incidenza dei tumori secondari è in crescita, a causa delle più frequenti forme metastatiche.

In generale, a essere interessate da tumori cerebrali sono soprattutto le persone con più di 50 anni; nei bambini, i tumori cerebrali primitivi rappresentano la seconda forma di tumore dopo le neoplasie del sangue e costituiscono una seria criticità clinica.
Cause
Come per tutte le neoplasie, all'origine dei tumori cerebrali primitivi ci sono una serie di mutazioni genetiche che permettono a un gruppo di cellule presenti nell'encefalo di acquisire nuove caratteristiche e iniziare a moltiplicarsi in modo indiscriminato, sfuggendo ai controlli di norma previsti per consentire che il rinnovamento e la riparazione dei tessuti avvengano secondo tempistiche e criteri ben definiti.

Negli ultimi anni, sono state individuate diverse mutazioni genetiche implicate nello sviluppo delle varie forme di tumore cerebrale primitivo, ma al momento le informazioni disponibili sono soltanto parziali e non permettono di comprendere l'origine effettiva di queste neoplasie, né di individuare possibili fattori di rischio predisponenti.

Nel caso dei tumori cerebrali secondari a metastasi di neoplasie in altri organi, la loro insorgenza è essenzialmente legata alla trasformazione e migrazione, attraverso il sangue e fino al cervello, delle cellule maligne formatesi nella sede originaria.
Sintomi
I sintomi dei tumori cerebrali primari o secondari a metastasi di neoplasie presenti in altre parti del corpo sono simili e possono essere abbastanza generici, ma comunque correlati alla zona del cervello in cui sono localizzati e conseguentemente alle funzioni neurologiche con le quali interferiscono. In principali comprendono:
 
  • disturbi del movimento;
  • vertigini;
  • febbre;
  • senso di malessere generale;
  • torpore/sonnolenza;
  • mal di testa con caratteristiche diverse da quelle sperimentate abitualmente;
  • vuoti di memoria, difficoltà di concentrazione;
  • alterazioni della sensibilità o dolore in aree del corpo circoscritte;
  • cambiamenti della personalità;
  • oscillazioni repentine del tono dell'umore o comportamenti irrazionali;
  • disturbi del linguaggio e ad articolare la parola;
  • crisi epilettiche (in persone che non ne hanno mai sofferto);
  • nausea o vomito;
  • debolezza di una parte del corpo.


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