Sonno e disturbi dell'umore

Definizione
Disturbi del sonno e disturbi dell'umore sono legati a un doppio filo e si influenzano a vicenda in modo articolato.

Decenni di studi e di esperienza clinico-pratica, tanto nell'ambito della Medicina del sonno quanto in quello psichiatrico, hanno dimostrato che depressione, ansia e disturbo bipolare determinano tra i loro sintomi più caratteristici variazioni del bisogno di dormire, della durata e della struttura del sonno e che, di converso, chi soffre di insonnia in modo non occasionale è esposto a un rischio notevolmente aumentato di sviluppare disturbi dell'umore e altre patologie psichiatriche.

In aggiunta, è stato osservato che il persistere di un disturbo del sonno dopo la guarigione di un disturbo dell'umore adeguatamente trattato aumenta il rischio di ricadute (Fonte Pacini Editore Medicina) della malattia psichiatrica iniziale.

Disturbi del sonno correlati a disturbi dell'umore possono interessare chiunque a qualunque età, ma tendono a essere rari durante l'infanzia, mentre diventano frequenti durante l'adolescenza e tra gli anziani, in entrambi i sessi, raggiungendo un picco tra le donne dopo i 40-45 anni e, in particolare, durante la menopausa.
Cause
Le cause esatte della correlazione tra disturbi del sonno e dell'umore restano da precisare poiché entrambi questi ambiti patologici hanno basi cerebrali, endocrine e fisiologiche molto complesse e soltanto in parte caratterizzate. Un sicuro punto di interazione tra sonno e umore è rappresentato da alcuni circuiti cerebrali coinvolti nella regolazione di entrambe le funzioni, ossia quelli che coinvolgono la serotonina, la noradrenalina e la dopamina e i rispettivi recettori presenti sulle cellule nervose.

Questa correlazione è confermata dal fatto che alcuni farmaci usati per trattare ansia e depressione, come gli antidepressivi che inibiscono il recupero della serotonina (SSRI) o della serotonina e della noradrenalina (SNRI), promuovono l'attivazione cerebrale e l'insonnia, mentre altri antidepressivi (usati più spesso in passato), come trazodone, antidepressivi triciclici (amitriptilina, clomipramina, nortriptilina) e mirtazapina, tendono a favorire il sonno, in relazione al loro diverso meccanismo d'azione a livello cerebrale.
Sintomi
L'insorgenza di un disturbo del sonno apparentemente privo di cause in persone che non ne hanno mai sofferto o che non ne soffrono abitualmente può essere la spia di un disturbo dell'umore in fase iniziale, anche se non si sono ancora manifestati sintomi psico-emotivi caratteristici.

In particolare, l'insorgenza di significative difficoltà ad addormentarsi e sonno agitato possono essere legate a un disturbo d'ansia, a situazioni di stress significativo o alla difficoltà di elaborare traumi vissuti da periodi variabili di tempo (disturbo da stress post traumatico, PTSD). Quando, invece, addormentarsi non costituisce un problema, ma ci si sveglia nel cuore della notte o all'alba senza più riuscire a prendere sonno, è probabilmente presente un disturbo depressivo.

Una generale riduzione del bisogno di dormire non accompagnata da stanchezza fisica o mentale durante il giorno è, invece, indicativa di uno stato di iperattivazione che prelude all'avvio di una "fase manicale" (caratterizzata da iperattività, agitazione e comportamenti "sopra le righe" e/o a rischio) nelle persone che soffrono di disturbo bipolare. Laddove, al contrario, nella stessa casistica l'aumento del bisogno di dormire e della stanchezza diurna, associato a rallentamento psicomotorio, annuncia una "fase depressiva".


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