Prostatite

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    Definizione

    La prostata è una ghiandola a forma di castagna, del diametro di alcuni centimetri, presente soltanto negli uomini; è posizionata davanti al retto, al di sotto della vescica e circonda il primo tratto dell’uretra, il canale che consente all’urina di uscire all’esterno. La sua funzione è produrre sostanze che arricchiscono e completano la composizione dello sperma, necessarie per la maturazione degli spermatozoi.

    La prostatite corrisponde a un’infiammazione e all’ingrossamento “acuto” della prostata, indotti da diverse cause, e rappresenta il principale disturbo prostatico che può interessare uomini giovani (età inferiore ai 45-50 anni), potendo comunque presentarsi anche in età avanzata.  

    Cause

    Una frequente causa di prostatite è legata a infezioni da parte di diversi ceppi batterici presenti nelle urine, che riescono a contaminare la prostata mentre attraversano l’uretra. Prostatiti di natura non infettiva possono essere favorite da danni ai nervi che controllano le basse vie urinarie (per esempio, determinati da interventi chirurgici in questa zona o da traumi). In molti casi, tuttavia, non è possibile risalire alla causa esatta della prostatite.

    Oltre all’età < 50 anni, i principali fattori che aumentano la probabilità di sviluppare la prostatite comprendono: l’avere avuto prostatiti in precedenza o infezioni urinarie recenti (in particolare, cistiti); l’aver subito traumi a livello pelvico (per esempio, andando a lungo in bicicletta o cavalcando); l’aver dovuto utilizzare un catetere uretrale o aver subito una biopsia prostatica; essere affetti da HIV/AIDS.  

    Sintomi

    La prostatite comporta generalmente l’insorgenza di dolore nella zona inguinale/pelvica oppure a livello dello scroto, nella parte bassa dell’addome o della schiena, difficoltà a urinare (ridotta capacità di emissione e potenza del getto), bruciore mentre si urina, necessità di urinare spesso o con urgenza (sia durante il giorno sia durante la notte), fastidio ai testicoli o al pene ed eiaculazione dolorosa, nonché comparsa di urine torbide o con tracce di sangue e, a volte, febbre o sintomi simil-influenzali.  

    Diagnosi

    La diagnosi iniziale di prostatite viene generalmente emessa per esclusione di altre possibili cause all’origine dei sintomi descritti dal paziente, attraverso l’esecuzione di esami delle urine e del sangue (compresa la valutazione dei livelli di PSA, l’antigene prostatico specifico), eventualmente seguiti da massaggio prostatico da parte dell’urologo e successiva analisi delle secrezioni e/o da indagini di imaging come l’ecografia o la TAC della prostata.

    Se l’analisi delle urine e del sangue induce a ritenere che si tratti di una prostatite batterica, saranno effettuate ulteriori indagini per risalire alla natura dei batteri responsabili e pianificare meglio la terapia antibiotica, anche in relazione al fatto che l’infezione sia di tipo acuto o cronico.  

    Tra gli stili di vita

    La prostatite dovuta a un’infezione batterica si cura con antibiotici da assumere per periodi prolungati (almeno 4-6 settimane in caso di prostatite infettiva acuta; più a lungo per le forme croniche o ricorrenti), per bocca o per via endovenosa (nei casi più gravi).

    In aggiunta, per ridurre i sintomi urinari e il dolore possono essere utilizzati farmaci alfa-bloccanti e farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS). Queste due classi di farmaci restano valide anche per trattare le prostatiti non infettive, nelle quali gli antibiotici non sono indicati né utili.

    Strategie comportamentali che possono aiutare ad alleviare, o a non peggiorare, i sintomi della prostatite comprendono: l’applicazione di impacchi caldi sulla zona pelvica per rilassare i muscoli e ridurre il dolore; l’esclusione di cibi o bevande speziati, piccanti, acidi o comunque irritanti per la prostata (alcolici, caffè, succhi di agrumi ecc.); l’interruzione di attività che favoriscono l’infiammazione prostatica (come l’uso prolungato della bicicletta); l’assunzione abbondante di acqua e altri liquidi “innocui” per favorire l’eliminazione dei batteri dalle vie urinarie (in caso di prostatiti infettive).