Parotite

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    Definizione

    La parotite è un’infezione virale acuta generalizzata, che colpisce principal- mente bambini in età scolare e adolescenti. a malattia è diffusa in tutto il mondo e l’uomo è il solo ospite naturale. Non è mai stato descritto uno stato di portatore. Prima dell’era vaccinica, la malattia presentava caratteristiche ondate epidemiche ogni 2-5 anni. Nonostante possa insorgere in tutti i mesi dell’anno, la punta di incidenza nel nostro Paese va da ottobre a giugno con picco da aprile a maggio. Viene trasmesso attraverso con- tatto diretto, attraverso le goccioline di saliva, da 7 giorni prima a 9 giorni dopo la comparsa della tumefazione parotidea. Il virus diffonde attraverso le comunità di bambini e da questi secondariamente ai familiari adulti; non si conoscono effetti dannosi sul feto. In Italia la letalità per parotite è molto limitata. In Italia è stata isti- tuita dall’Istituto Superiore di Sanità una rete di Pediatri Sentinella, che comuni- ca, via internet, i casi osservati nella pratica quotidiana.  

    Cause

    A determinare la parotite è un virus a RNA, del genere Paramyxovirus, nella famiglia delle Paramyxoviridae. Esso si diffonde attraverso le goccioline di saliva infetta o per contatto diretto con materiale contaminato da saliva infetta. Il virus si può ritrovare nella saliva per 1-6 giorni prima della comparsa dei primi sintomi e per tutta la durata della malattia.  

    Sintomi

    Dopo un periodo di incubazione molto lungo (da 16 a 18 giorni), ini- ziano i sintomi prodromici del tutto aspecifici, che precedono di 12/36 ore l’ini- zio della tumefazione parotidea. Il 30-40% delle infezioni sono subcliniche.
    La sintomatologia generale e locale regredisce nel giro di una settimana e la malattia guarisce spontaneamente di solito senza complicanze, specialmente nei bambini.
    La malattia si può complicare con:

    • meningite, che si osserva nel 15% dei pazienti e si risolve senza sequela e dopo 3-10 giorni;
    • orchite (infiammazione dei testicoli), che è la complicanza più frequente nei maschi in età post-puberale colpendo fino al 50% dei maschi in que- sta età con esito in atrofia testicolare, anche se la sterilità è un evento raro, in circa la metà dei casi;
    • pancreatite, complicanza rara (2-5%) che determina la comparsa di iper- glicemia transitoria e reversibile;
    • perdita dell’udito, avviene in 1 caso ogni 20.000 e rappresenta la prin- cipale causa di sordità neurosensoriale infantile acquisita.

    Altre complicanze meno frequenti sono artralgia, artrite e nefrite. Inoltre, il contagio durante le prime 12 settimane di gravidanza è associato a un’alta per- centuale di aborti spontanei (25%).  

    Diagnosi

    La diagnosi è clinica e si basa sull’osservazione dei sintomi (febbre, talvolta assente, tumefazione di una o entrambe le parotidi). La conferma può essere supportata dalla ricerca degli anticorpi specifici, IgM e IgG.  

    Tra gli stili di vita

    La parola d’ordine è prevenzione. Il vaccino è costituito da un virus vivo attenuato. Il ceppo usato da più lungo tempo è il Jeryl Lynn, coltivato su cellule embrionali di pollo e attenuato con 17 passaggi. I ceppi Urabe AM9 e Rubini sono stati ritirati dal commercio per la loro scarsa efficacia.
    In Italia è in commercio in combinazione con il vaccino contro il morbillo, la parotite, la rosolia (MPR) e la varicella (MPRV); può essere somministrato senza tener conto dell’eventuale superamento della malattia naturale. Il vaccinato non diffonde il virus nell’ambiente circostante.
    Dei tre ceppi di virus che costituiscono il vaccino MPR, quello contro la paro- tite è dotato di minore efficacia. Dopo le campagne di vaccinazione contro la parotite, non è stato più notato un ceppo predominante, ma un gruppo eterogeneo di ceppi, a dimostrazione che la pressione immunologica induce con faci- lità la comparsa di mutazioni.
    Esistono in commercio anche vaccini combinati contro il morbillo, la rosolia, la parotite e la varicella. I bambini devono ricevere 2 dosi di MPR, la prima al 13° mese e la seconda a 4-6 anni. La seconda dose è particolarmente utile perché una piccola percentuale di soggetti non si immunizza dopo la prima dose. Va applicata anche per questa vaccinazione la metodica del catch up da usare sia a 4-6 anni sia a 11-12 anni, per essere sicuri di raggiungere livelli di copertura tali da assicurare la limitazione e la scomparsa della malattia.
    In situazioni particolari (pre-trapianto d’organo) può essere eseguita una dose, insieme a morbillo e rosolia, già dal 6° mese di vita, considerandola dose soprannumeraria rispetto alle altre due.