Melanoma

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    Definizione

    Il  melanoma è un tumore maligno che origina dai melanociti, cellule che contengono il pigmento- detto melanina-, responsabile della colorazione della pelle. Si può sviluppare nella cute di tutto il corpo, ma in rari casi può insorgere nelle mucose, come la bocca, i genitali, la congiuntivite oculare.
    L’incidenza è in continua crescita, per via della sempre maggiore esposizione ai raggi solari (compresi i lettini solari) e dell’invecchiamento della popolazione; in Italia si registrano 6-13 casi ogni 13.000 soggetti circa. Si tratta di uno dei principali tumori che insorge in giovane età, e attualmente nel nostro Paese costituisce il terzo tumore più frequente in entrambi i sessi al di sotto dei 50 anni.  

    Diagnosi

    Tutti gli individui di età adulta dovrebbero controllare periodicamente (ogni 2-3 mesi) tutta la propria superficie corporea(magari con l’aiuto di un familiare), e rivolgersi a un dermatologo quando un neo cambia colore, forma o dimensione, oppure quando insorge un nuovo neo. Inoltre, le persone con uno o più fattori di rischio dovrebbero effettuare una visita dermatologica almeno una volta l’anno. Nel contesto di queste visite, il dermatologo valuterà le caratteristiche di tutte le lesioni cutanee, sia ad occhio nudo, che con l’ausilio della dermatoscopia. Quest’ultima è una tecnica non invasiva che consente, attraverso l’ingrandimento della lesione e l’uso di una luce polarizzata, la visualizzazione di caratteristiche non visibili ad occhio nudo.
Il melanoma spesso non è riconoscibile ad occhio nudo e può essere difficilmente differenziabile da un nevo. Ecco perchè la regola dell’A-B-C-D-E può essere d’aiuto per stabilire una diagnosi precoce. In particolare, un neo deve essere sospetto quando ha:

      • forma asimmetrica (A);
      • bordi irregolari, indistinti (B);
      • colore variabile con sfumature eterogenee all’interno (C);
      • dimensioni (larghezza/spessore) in aumento (D);
      • aspetto che si modifica nel tempo (E).


    Nella prevenzione del melanoma, oltre al periodico autoesame della propria pelle, è fondamentale evitare l’incauta esposizione ai raggi ultravioletti del sole e le scottature. Bastano pochi ma efficaci accorgimenti: esporsi al sole con opportuna protezione, scegliendo creme adeguate al proprio fenotipo e ripetendo l’applicazione più volte in modo da assicurare una copertura continua ed evitare le ore più calde della giornata (11-16).  

    Tra gli stili di vita

    Il melanoma in stadio precoce viene trattato chirurgicamente. Il dermatologo o il chirurgo asportano la lesione sospetta e, dopo conferma istologica di melanoma, segue un intervento di allargamento dei margini. Lo scopo è di assicurare un margine di pelle sana attorno alla lesione maligna in modo da ridurre il rischio di recidiva locale.
    • CHEMIOTERAPIA
    Negli stadi più avanzati l’oncologo prende in carico il paziente e discute con lui la strategia terapeutica da adottare, spiegandone gli eventuali effetti collaterali.  La chemioterapia è un trattamento sistemico, vale a dire agisce sulle cellule tumorali eventualmente presenti. La terapia prevede la somministrazione di uno o più farmaci antitumorali; l’assunzione avviene sia per via orale che endovenosa.

    L’intervallo di tempo tra i follow-up per pazienti affetti da melanoma varia a seconda dello stadio di malattia. Nei pazienti al I° stadio solitamente si raccomanda di eseguire un follow-up semestrale per i primi 5 anni dall’escissione del melanoma cutaneo primitivo e un follow-up clinico annuale nei successivi 5 anni. Nei pazienti al II e III stadio raccomanda invece di eseguire un follow-up a 3-5 mesi nei primi 5 anni dalla diagnosi della malattia per poi eseguire solo controlli annuali per i secondi 5 anni. È necessario inoltre un follow-up stretto (ogni 6 mesi) anche per quei pazienti che, pur non essendo affetti da melanoma, presentano un numero elevatissimo di nevi atipici o un’anamnesi familiare positiva per melanoma o per coloro che hanno difficoltà ad eseguire l’autoispezione periodica. La scelta di questi intervalli si basa sull’osservazione che circa l’80% delle recidive insorge entro i primi tre anni