Herpes simplex

    567
    Definizione

    L’herpes simplex è un disturbo di natura infettiva causato dal virus omonimo (Herpes simplex virus – HSV di tipo 1 o 2) e caratterizzato dalla comparsa delle tipiche bollicine, ulcerazioni e crosticine (eczema erpetico), prevalentemente nell’area cutanea che circonda le labbra (in questo casso viene chiamato anche “herpes labialis”), o, più raramente, a livello della congiuntiva e della cornea dell’occhio e delle mucose genitali.

    Quando interessa l’area cutanea intorno alla bocca, il disturbo è innocuo e privo di implicazioni per la salute generale, ma indubbiamente fastidioso, soprattutto quando tende a ripresentarsi spesso. In caso di interessamento oculare, orofaringeo (gengivostomatite e faringite erpetica) o genitale, invece, l’infezione da HSV può creare disagi significativi ed esporre al rischio di complicanze. Occasionalmente, soprattutto tra chi lavora in ambito sanitario (medici, infermieri ecc.), l’HSV può causare “patereccio erpetico” corrispondente a una lesione parzialmente ulcerata e gonfia a livello della falange distale di un dito.

    In rari casi, l’herpes simplex può infettare anche il sistema nervoso centrale causando encefalite erpetica (associata a convulsioni e con decorso anche molto severo) o meningite erpetica (caratterizzata da interessamento del midollo spinale a livello lombosacrale e, spesso, da ritenzione urinaria e stitichezza transitorie). In casi eccezionali, nelle persone fortemente immunodepresse e quando il virus infetta ferite, si possono sviluppare infezioni sistemiche da HSV molto gravi.

    L’herpes simplex può infettare anche neonati nei primi giorni o mesi di vita. Nella maggioranza dei casi, l’herpes neonatale è trasmesso dalla madre al bambino al momento del parto attraverso il contatto con le secrezioni vaginali infette (HPV2), ma a volte può interessare anche i bambini nati da madri prive di segni di infezione da HSV attiva o pregressa.

    Di tutte le infezioni da HSV citate, l’herpes labialis è in assoluto la più comune ed è molto diffusa nella popolazione generale di ogni età, ma interessa più spesso i bambini/adolescenti e le persone con una suscettibilità specifica, relativamente immunodepresse o indebolite da altre malattie o situazioni di stress. Le altre forme di infezione da HSV sono di riscontro molto meno frequente.  

    Cause

    L’eczema erpetico caratteristico dell’infezione da herpes simplex di tipo 1 o 2 (HSV 1 o 2) insorge dopo che il virus è entrato nell’organismo per contatto diretto con le lesioni o con la cute apparentemente sana, ma già colonizzata dal virus, di una persona infetta.

    Dopo la guarigione delle lesioni insorte dopo la prima infezione, il virus non viene eliminato dall’organismo, ma entra in una sorta di “letargo” (stato di quiescenza) e resta all’interno dei gangli nervosi (piccoli raggruppamenti tondeggianti di cellule nervose) senza dare segni di sé, ma pronto a riattivarsi alla prima occasione.

    I principali fattori che possono promuovere la riattivazione dell’HVS sono lo stress psicofisico di qualunque natura, le sindromi febbrili, l’immunosoppressione, l’esposizione solare eccessiva (in particolare per l’herpes labialis) e altri tipi di sollecitazione sfavorevole che indeboliscono le difese locali di cute e mucose (disidratazione, eczemi, stimoli chimici o meccanici ecc.).

    Entrambi i tipi di HSV possono infettare tutte le sedi corporee caratteristiche, ma in genere a determinare infezione periorale, gengivostomatite, faringite e cheratocongiuntivite è soprattutto l’HSV 1, mentre l’HSV 2 tende a interessare principalmente cute e mucose dell’area genitale.  

    Sintomi

    I segni e sintomi distintivi dell’infezione da virus dell’herpes simplex consistono nel caratteristico eczema, inizialmente costituito da bollicine traslucide ripiene di fluido trasparente ricco di particelle virali e, quindi, da ulcerazioni e crosticine.

    La comparsa delle bollicine iniziali è, generalmente, associata a fastidio cutaneo e prurito che inducono a sfregare l’area cutanea interessata, favorendo la diffusione del virus. La successiva rottura delle bollicine e l’ulcerazione che ne consegue comportano infiammazione, bruciore e dolore, nonché la persistenza di un certo prurito.

    Nel caso dell’herpes labialis sono facilmente riconoscibili la distintiva distribuzione esagonale “a rosetta” delle lesioni e le modalità di propagazione in gruppi adiacenti che, in assenza di trattamento tempestivo, tendono a confluire, determinando la formazione di eczemi infiammatori e croste estese anche su aree di oltre 1 cm2.

    Quando l’herpes simplex colonizza le mucose orali, faringee, oculari o genitali, i segni e sintomi prevalenti sono l’infiammazione intensa, il bruciore, il dolore e il notevole arrossamento con presenza di ulcerazioni isolate o confluenti.  

    Diagnosi

    Nella maggioranza dei casi, per la diagnosi dell’infezione da herpes simplex è sufficiente il riscontro delle lesioni caratteristiche. Nel caso dell’herpes labialis, il disturbo può essere riconosciuto facilmente anche dal diretto interessato, soprattutto in caso di episodi ricorrenti, mentre quando a essere interessati dall’HSV sono le mucose o altre aree cutanee è sempre necessaria la valutazione medica per poter inquadrare correttamente la situazione e differenziare i sintomi da quelli di altre malattie caratterizzate da manifestazioni simili.

    In alcuni casi può essere necessario eseguire alcune indagini di laboratorio per precisare la diagnosi. Tra queste, il test specifico per il riconoscimento dell’HVS è l’analisi con PCR, che permette di rilevare la presenza del materiale genetico del virus a livello delle lesioni. Se le manifestazioni sono localizzate a livello dell’occhio è raccomandata una visita oculistica, al fine di valutare correttamente la severità del disturbo e impostare interventi mirati per attenuare i sintomi, contrastare il virus e prevenire complicanze che potrebbero danneggiare la vista.  

    Tra gli stili di vita

    Per contrastare i virus dell’herpes simplex si possono utilizzare farmaci antivirali (aciclovir, valaciclovir, famciclovir per le forme mucocutanee; trifluridina per la cheratite erpetica), in diversa formulazione a seconda dell’area cutanea o mucosa interessata (in genere, unguenti, creme o colliri).

    Nelle forme mucocutanee con ulcerazioni estese e severe che stentano a regredire il medico può prescrive, in aggiunta al trattamento antivirale, anche una terapia antibiotica nell’ottica di prevenire super-infezioni batteriche secondarie. Nelle forme severe associate a forte dolore, è possibile utilizzare farmaci analgesici/anestetici locali per attenuare il disagio.

    Con un tempestivo trattamento antivirale, le forme più comuni di herpes labialis e mucocutaneo lievi o moderate guariscono completamente nell’arco di 3-7 giorni. Il patereccio erpetico, invece, non risponde all’aciclovir topico e guarisce da solo nell’arco di 2-3 settimane.

    Contro le gengivostomatiti e le faringiti erpetiche comuni, in genere, non vengono prescritti antivirali, ma soltanto rimedi sintomatici per alleviare il dolore e il bruciore a livello delle mucose orali.

    Nei rari casi di infezione da HSV sistemica o a carico del sistema nervoso centrale e nelle forme neonatali, i farmaci antivirali devono essere somministrati per via endovenosa, per periodi tempo variabili in funzione dello specifico principio attivo e del dosaggio utilizzato.