Esofagite

    198
    Definizione

    L’esofagite è un’infiammazione acuta o cronica che può danneggiare i tessuti dell’esofago, il tratto del canale alimentare che collega la faringe allo stomaco.
    Nell’esofagite lieve le alterazioni della mucosa sono riscontrabili solo a livello microscopico.
    Nell’esofagite erosiva, il danno è nettamente visibile all’esofagogastroscopia, e si presenta in forma di eritema, sanguinamento, ulcerazioni, essudazioni.
    Nell’esofagite stenotica si ha una parziale occlusione del lume esofageo in seguito a fibrosi della sottomucosa.
    Infine, l’esofago di Barrett è una forma di metaplasia caratterizzata da sostituzione dell’epitelio squamoso tipico dell’esofago con un epitelio cilindrico. 

    Cause

    Per esaminare le cause dell’esofagite, occorre distinguerne le diverse forme.
    Malattia da reflusso gastroesofageo. Una struttura simile a una valvola, chiamata sfintere esofageo inferiore, di solito mantiene il contenuto acido dello stomaco fuori dall’esofago. Se questa valvola si apre quando non deve o non si chiude correttamente, il contenuto dello stomaco può tornare nell’esofago e si parla in questo caso di reflusso gastroesofageo. La malattia da reflusso gastroesofageo è una condizione in cui questo reflusso di acido si manifesta come problema frequente; una sua complicazione è l’infiammazione cronica e il danno dei ai tessuti nell’esofago.
    L’esofagite eosinofila è causata da troppi eosinofili nell’esofago. La fisiopatologia di questa condizione non è ben chiara, tuttavia una allergia alimentare potrebbe giocare un ruolo significativo. Nei bambini, questo può rendere difficile mangiare. I cibi che più frequentemente scatenano questa condizione sono: latte, soia, uova, grano, arachidi, noci, molluschi. Gli allergeni inalati, come il polline, possono anche contribuire a questa forma di esofagite.
    L’esofagite linfocitica è una condizione esofagea non comune in cui è presente un numero eccessivo di linfociti nel rivestimento dell’esofago; può essere correlata a esofagite eosinofila o a reflusso gastroesofageo.
    Esofagite indotta da farmaci. Diversi farmaci orali possono causare danni ai tessuti se rimangono a contatto con il rivestimento dell’esofago per troppo tempo. I farmaci che sono stati collegati all’esofagite comprendono: antidolorifici, antibiotici, cloruro di potassio, bifosfonati, chinidina.
    Esofagite infettiva. Un’infezione batterica, virale o fungina dei tessuti dell’esofago può causare esofagite. L’esofagite infettiva è relativamente rara e si verifica più spesso nelle persone con scarsa funzionalità del sistema immunitario. Candida albicans, un fungo normalmente presente nel cavo orale, è una causa comune di esofagite infettiva.

    Sintomi

    I segni e sintomi comuni di esofagite comprendono: deglutizione difficile, deglutizione dolorosa, dolore al petto, in particolare dietro lo sterno, che si verifica mentre si mangia, cibo inghiottito che si blocca nell’esofago, bruciore di stomaco, rigurgito acido.
    Nei neonati e nei bambini troppo piccoli per poter descrivere il disagio o il dolore avvertito, i segni di esofagite vanno ricercati nella difficoltà di alimentazione e in un rallentamento della crescita.  

    Diagnosi

    Il medico formulerà la diagnosi sulla base dell’anamnesi, dell’esame obiettivo e del risultato di uno o più test.
    Test al bario. Il bario viene utilizzato come mezzo di contrasto durante i raggi X. Per questo test, il paziente beve una soluzione o prende una pillola contenenti bario, che ricopre la parete dell’esofago e dello stomaco e rende visibili gli organi. Queste immagini possono aiutare a identificare il restringimento dell’esofago, altri cambiamenti strutturali, un’ernia iatale, tumori o altre anomalie che potrebbero causare i sintomi.
    Endoscopia. Con questo strumento, il medico può andare alla ricerca di qualsiasi aspetto insolito dell’esofago e rimuovere piccoli campioni di tessuto per poterli analizzare.
    Test di laboratorio. La biopsia dei campioni di tessuto rimosso può servire per: diagnosticare un’infezione batterica, virale o fungina; determinare la concentrazione di eosinofili; identificare le cellule anomale che indicano il cancro esofageo o i cambiamenti precancerosi.

    Tra gli stili di vita

    I trattamenti per l’esofagite hanno lo scopo di ridurre i sintomi, gestire le complicanze e trattare le cause alla base del disturbo. Le strategie di trattamento variano principalmente in base alla causa responsabile dell’esofagite.

    Il trattamento dell’esofagite da reflusso include farmaci da banco e su prescrizione: antiacidi, bloccanti del recettore H2, inibitori di pompa protonica. Potrebbero anche essere prescritti farmaci che aiutano lo stomaco a svuotarsi più rapidamente. Se il trattamento farmacologico non produce risultati, l’approccio chirurgico (fundoplicazione) può essere preso in considerazione per migliorare la condizione dell’esofago, tuttavia anche la chirurgia spesso non risolve il problema.

    Il trattamento dell’esofagite eosinofila consiste principalmente nell’evitare l’allergene e nel ridurre la reazione allergica con i farmaci, che possono includere inibitori della pompa protonica o steroidi.
    Nuove terapie biologiche sono state sviluppate per trattare l’esofagite eosinofila e saranno probabilmente disponibili entro pochi anni. Questi farmaci stimolano la risposta immunitaria del corpo a combattere infezioni, infiammazioni o malattie.

    Il trattamento per l’esofagite indotta da farmaci consiste principalmente nell’evitare il farmaco che ne è responsabile e nel ridurre il rischio con abitudini migliori.

    Per trattare un’esofagite dovuta a infezione batterica, virale, fungina o parassitaria il medico può prescrivere un farmaco specifico.

    Per trattare le complicanze, il gastroenterologo può eseguire una procedura per espandere l’esofago (dilatazione esofagea); è un trattamento che generalmente viene utilizzato solo quando il restringimento è molto grave o si è depositato del cibo nell’esofago.