Ernia inguinale

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    090715-N-9689V-008 LIFUKA, Tonga– (July 15, 2009) Republic of Singapore Navy Maj. Boon Hor Ho examines a local man suffering from abdominal pain during a Pacific Partnership 2009 Medical Civic Action Project (MEDCAP) site held at Niu’ui Hospital. The U.S. Navy’s Pacific Partnership is the dedicated humanitarian and civil assistance mission conducted by, with and through partner nations, non-governmental organizations and other U.S. and international government agencies to execute a variety of humanitarian civic action missions in the Pacific Fleet area of responsibility. Pacific Partnership is currently in Oceania, and will continue to Kiribati, Republic of the Marshall Islands and the Solomon Islands. The USNS Richard E. Byrd (T-AKE 4) serves as the enabling platform for U.S. and partner nation military and non-governmental organizations to coordinate humanitarian civic assistance efforts. U.S. Navy photo by Mass Communication Specialist 2nd Class (SW/AW) Joshua Valcarcel (RELEASED)
    Definizione

    L’ernia è la fuoriuscita di un viscere dalla cavità che normalmente lo contiene, attraverso un orifizio o un canale anatomico.
    Nell’ernia inguinale, il peduncolo esce dall’addome attraverso l’orifizio inguinale esterno al di sopra dell’arcata crurale. È la più diffusa tra le ernie addominali; nei casi più gravi, può degenerare in ernia incarcerata, quando si blocca nell’inguine o nello scroto e non può essere riportata nell’addome; questa può portare all’ernia strozzata, condizione potenzialmente letale e che richiede un intervento immediato. 

    L’ernia può essere dovuta a cause predisponenti e a cause scatenanti.
    Nel primo caso si tratta generalmente di una malformazione o di una debolezza congenita della parete addominale. La causa scatenante è un evento specifico che porta all’aumento della pressione all’interno della cavità addominale; può trattarsi di uno sforzo eccessivo o di sforzi ripetuti, dei continui colpi di tosse che caratterizzano una bronchite cronica, della presenza di liquido nella cavità addominale (ascite); possono favorire l’ernia anche condizioni come l’obesità o la stitichezza cronica. Anche in questo caso i fattori ereditari hanno un ruolo e, se uno o entrambi i genitori soffrivano di ernia, ci sono maggiori probabilità di averla. Il rischio aumenta con l’età. 

    Sintomi

    Le ernie inguinali possono essere rilevate all’esame fisico di routine, oppure possono essere individuate a causa di una complicazione associata all’ernia stessa.
    Le caratteristiche delle ernie sintomatiche sono le seguenti: gonfiore o senso di pienezza nel sito dove è presente l’ernia, sensazione di dolore che si irradia nella zona dell’ernia, sensibilità o dolore che non si manifestano alla palpazione.
    Le caratteristiche delle ernie incarcerate sono le seguenti: ingrandimento doloroso di un’ernia precedente, nausea, vomito e possibili sintomi di occlusione intestinale.
    Tra i sintomi di un’ernia strozzata figurano: una forte debolezza e arrossamento nella zona del rigonfiamento, un improvviso dolore che peggiora rapidamente, febbre e aumento della frequenza cardiaca; se l’ernia non è trattata compaiono nausea e vomito e il paziente può andare incontro allo sviluppo di gravi infezioni. 

    Diagnosi

    Un’anamnesi approfondita e l’esame fisico sono i primi passi della procedura diagnostica.
    Normalmente il medico esamina il paziente sia in piedi che in posizione sdraiata e gli chiede di tossire per sentire l’ernia e la sua mobilità. Talvolta l’ernia può essere massaggiata delicatamente e riportata alla nella posizione corretta dell’addome.
    In genere la diagnostica per immagini non è necessaria, ma in alcuni casi possono essere utili una
    radiografia addominale, una TAC o un’ecografia. 

    Tra gli stili di vita

    Gli approcci conservativi prevedono l’utilizzo di supporti contenitivi, come il cinto erniario – che però molti sconsigliano – e di evitare esercizi fisici intensi.
    Spesso si ricorre all’intervento chirurgico, per eliminare i disturbi ed evitare i rischi di strozzamento.
    Durante l’intervento, il chirurgo sposta il tessuto erniato nella sua sede anatomica e poi lo fissa; la chiusura del “buco” erniario può avvenire con punti di sutura o con rete protesica.
    In caso di ernie bilaterali o recidive, possono essere indicate le tecniche laparoscopiche: questa procedura è mininvasiva e il chirurgo opera attraverso piccoli tagli nell’addome, a differenza della chirurgia a cielo aperto, in cui viene praticato un solo taglio, più grande.