Epatite B

    215
    Definizione

    L’epatite B è un’infiammazione del fegato abbastanza comune in tutti i Paesi del mondo, determinata dall’infezione da parte dell’Hepatitis B virus (HBV), che rappresenta la seconda causa di epatite acuta dopo il virus HAV, responsabile dell’epatite A.

    In occasione dell’infezione iniziale, l’epatite B si presenta in forma acuta, caratterizzata da severità e durata variabili in funzione dell’età e delle caratteristiche del paziente e della sua risposta al virus.

    La maggior parte delle persone adulte interessate da epatite B guarisce completamente, mentre il 5-10% sviluppa una forma cronica (il rischio di cronicizzazione è più elevato nei bambini, arrivando al 25-50% tra 1 e 5 anni e al 90% nei neonati). Dei pazienti interessati da epatite B cronica, circa 1 su 5, andrà incontro a cirrosi epatica nell’arco di 5 anni e sarà esposto a un aumentato rischio di sviluppare tumore del fegato.  

    Cause

    L’epatite B si contrae per trasmissione del virus responsabile, l’HBV, per via parenterale, ossia attraverso sangue o liquidi biologici contaminati (saliva, sperma, muco vaginale, latte materno ecc.). Le cause più frequenti di infezione sono riferite a punture e tagli (volontari o accidentali, in ambito domestico/comunitario o sanitario) con strumenti e dispositivi infetti di vario tipo, rapporti sessuali non protetti con persone portatrici dell’HBV e in grado di trasmettere l’infezione e, per i neonati, al parto da madri infette.

    Le persone maggiormente a rischio di contrarre l’epatite B sono i tossicodipendenti, chi pratica sesso non protetto, gli operatori sanitari a contatto con persone infette o che manipolano campioni biologici contenenti l’HBV in laboratorio, i familiari conviventi e i partner sessuali di persone infette e chi si sottopone a procedure che prevedono l’uso di aghi, lamette, forbicine, pinzette ecc. non sterilizzati, come tatuaggi, applicazione di piercing, manicure, pedicure.

    Il rischio di contagio per trasfusione, presente in passato, negli ultimi decenni è stato sostanzialmente azzerato grazie alla disponibilità di test affidabili per verificare la qualità e la sicurezza del sangue prelevato dai donatori e ai trattamenti ai quali il sangue donato è sottoposto prima di essere trasfuso nei pazienti che ne hanno bisogno.  

    Sintomi

    Le manifestazioni dell’epatite B acuta possono variare molto per tipologia e severità in funzione dell’età e delle caratteristiche del paziente e della sua risposta al virus, potendo andare da forme lievi fino all’insufficienza epatica acuta (associata a mortalità elevata, soprattutto tra gli anziani).

    I sintomi dell’infezione compaiono dopo un periodo di incubazione asintomatico prolungato (che può variare da 45 e 180 giorni, ma in genere è compreso tra 60 e 90 giorni), che amplifica notevolmente il rischio di trasmissione inconsapevole dell’infezione ad altre persone.

    Quando si manifestano, i sintomi dell’epatite B acuta comprendono malessere generale, perdita di appetito, nausea e vomito, repulsione per il fumo (nei fumatori), febbre e/o dolore nel quadrante superiore destro dell’addome. Possono, inoltre, manifestarsi eruzioni cutanee simili all’orticaria e dolori articolari.

    Dopo 3-10 giorni, nella maggioranza dei casi compare l’ittero: le urine assumono una colorazione scura, mentre la pelle, le sclere degli occhi e le mucose diventano giallastre a causa dell’eccessivo innalzamento dei livelli di bilirubina nel sangue. Possono essere presenti ingrossamento e dolore al fegato.

    Il quadro epatico e generale migliora gradualmente, ma con tempi notevolmente variabili da caso a caso. Per la risoluzione completa possono essere necessarie da alcune settimane ad alcuni mesi.

    Lo sviluppo di una forma cronica è, spesso, asintomatico e, quindi, in molti casi non diagnosticato se la persona interessata non si sottopone a controlli specifici. L’evoluzione a HBV cronica può essere segnalata dalla persistenza di malessere generale, affaticamento, debolezza, inappetenza, fastidio addominale e, talvolta, febbricola dopo un’apatite B acuta.

    Le prime manifestazioni cliniche dell’epatite B cronica, in molti casi, riguardano segni di sofferenza epatica e di sviluppo di ipertensione portale (ossia ingrossamento della milza, comparsa di macchie cutanee distintive chiamate “spider nevi “, eritema palmare ecc.), cui possono seguire complicanze della cirrosi epatica, come ascite ed encefalopatia di origine epatica, e talvolta segni di colestasi (ossia ittero, prurito, feci pallide o contenenti un eccesso di grassi non digeriti). È anche possibile che insorgano manifestazioni extra-epatiche a carico delle arterie di medio calibro (poliarterite nodosa) e dei reni (malattia glomerulare).  

    Diagnosi

    La diagnosi di epatite viene emessa sulla base del riscontro dei segni e sintomi clinici durante la visita medica e dell’alterazione degli indici di funzionalità epatica dopo prelievo di sangue. I parametri maggiormente indicativi di epatite sono il marcato aumento delle transaminasi (AST e ALT), in modo sproporzionato rispetto ai livelli di fosfatasi alcalina, e la presenza di iperbilirubinemia.

    L’analisi della storia clinica, delle abitudini di vita e delle attività recenti del paziente (in particolare, viaggi in aree a rischio e comportamenti a rischio) può indirizzare la ricerca della causa di epatite verso una forma di origine virale, che sarà poi confermata o esclusa da test sierologici specifici focalizzati sulla ricerca di antigeni e anticorpi diretti contro i diversi virus (in particolare A, B e C).

    La diagnosi di epatite B acuta è confermata dal riscontro nel sangue dell’antigene di superficie dell’HBV (HBsAg) e dei relativi anticorpi (IgG anti-HBc) a fronte della negatività per gli anticorpi IgM contro l’antigene core dell’epatite B (anti-HBc) e misurando il DNA del HBV (HBV-DNA quantitativo).

    Dopo conferma della diagnosi di epatite B acuta, viene effettuata la titolazione dell’antigene e dell’HBV (HBeAg) e dei relativi anticorpi (anti-HBe) per valutare la possibile prognosi e per indirizzare la scelta della terapia antivirale. In presenza di epatite B confermata molto severa, vanno ricercati anche gli anticorpi contro il virus dell’epatite D, per verificare l’eventuale co-infezione.

    Per capire meglio il livello e il tipo di danno epatico presente e indagare altre possibili cause di sofferenza epatica può essere richiesta l’esecuzione di un’ecografia dell’addome e/o di una biopsia epatica, quest’ultima necessaria soprattutto per le forme croniche.

    I pazienti con epatite B cronica o con cirrosi devono essere sottoposti a controlli regolari, definiti dall’epatologo/infettivologo su base personalizzata in funzione del quadro clinico generale ed epatico e del rischio di sviluppare tumore del fegato. 

    Tra gli stili di vita

    La maggioranza delle epatiti virali acute, compresa l’epatite B, evolve e si risolve spontaneamente con tempistiche e decorso differente in funzione della risposta del paziente all’infezione.

    Per favorire la guarigione sono generalmente ritenuti utili il riposo e una dieta leggera, anche se non esistono studi scientifici che stabiliscano l’effettivo beneficio derivante da queste indicazioni. Indispensabile, invece, evitare l’assunzione di alcolici, farmaci con metabolismo epatico e altre sostanze che possono affaticare il fegato.

    In presenza di forte vomito o diarrea è importate assicurare una sufficiente idratazione e un adeguato apporto di sali minerali.

    In caso di epatite B cronica, ci si può avvalere del trattamento con farmaci antivirali specifici o interferone-a, con esiti variabili a seconda dei casi e della risposta individuale dei pazienti ai diversi farmaci. Altri trattamenti di supporto variano in funzione della specifica forma di epatite cronica, dello stato clinico generale del paziente e della presenza o meno di complicanze (cirrosi epatica, ascite, ipertensione portale, encefalopatia ecc.).

    Il programma terapeutico dell’epatite B cronica deve essere definito su base personalizzata e periodicamente rivalutato da parte di un epatologo esperto. Per essere efficaci i farmaci antivirali devono essere assunti con regolarità, seguendo fedelmente le indicazioni del medico.

    In caso di insufficienza epatica severa da epatite cronica o da epatite acuta fulminante diventa indispensabile il trapianto di fegato.

    Dal 1991, contro l’epatite B esiste un vaccino sicuro ed efficace, obbligatorio in Italia per tutti i nuovi nati, che fornisce una protezione di lunga durata.