Disturbo da stress post-traumatico

    194
    Definizione

    Il disturbo da stress post-traumatico (PTSD) è un disturbo psichiatrico che può insorgere a qualunque età in persone che hanno vissuto o hanno assistito a un evento traumatico che abbia fatto sentire in pericolo di vita o che abbia comportato un significativo rischio per la salute, propria o di altre persone (anche sconosciute). 

    Cause

    L’esposizione a un evento catastrofico o comunque percepito come traumatico è l’unica causa dimostrata all’origine del PTSD, mentre la probabilità di essere interessati dal disturbo può essere aumentata dalla presenza di una predisposizione genetica (non meglio precisata), di un’alterata risposta allo stress o di tratti di personalità che facilitano lo sviluppo di disturbi d’ansia.

    L’evento traumatico all’origine del PTSD può essere effettivamente catastrofico (un incidente aereo, un incendio, un’esplosione, un’inondazione, un attentato, un’aggressione, una violenza sessuale ecc.) oppure essere soltanto percepito come tale da chi lo sperimenta.

    In base ai criteri previsti dal “Manuale diagnostico statistico dei disturbi mentali – DSM 5” non è strettamente necessario che la persona sia consapevole di aver sperimentato sensazioni di paura, orrore o disperazione mentre si svolgeva l’evento. A stabilire che il trauma è avvenuto sono le manifestazioni successive, molto variabili da persona a persona per tipologia, intensità, tempi di insorgenza e durata.  

    Sintomi

    I sintomi distintivi del PTSD comprendono flash-back estremamente realistici che danno l’idea di rivivere l’esperienza traumatica vissuta, incubi e relativi disturbi del sonno, pensieri intrusivi relativi al trauma, episodi di ansia e angoscia ricorrenti. Nei casi più severi, non trattati, il PTSD può complicarsi con depressione, ritiro sociale, attacchi di panico o altre forme di disagio psichico e risultare seriamente invalidante.

    Il medico va interpellato quando queste manifestazioni causano un disagio che va al di là delle proprie capacità di sopportazione, quando sono percepite fin dall’inizio come seriamente invalidanti e quando tendono a persistere o, addirittura, a peggiorare con il passare del tempo. Se entro 3-4 settimane dal trauma lo stato di malessere continua a essere significativo e i pensieri intrusivi frequenti, è indispensabile rivolgersi a uno psicologo o a uno psichiatra. 

    Diagnosi

    La diagnosi di PTSD è essenzialmente clinica e si basa sul riscontro dei sintomi caratteristici in una persona con una storia di esposizione a uno o più eventi traumatici. Oltre alla ricorrente vivida “ri-esperienza del trauma” e ai sentimenti di terrore e angoscia associati, manifestazioni tipiche del PTSD comprendono irritabilità, irascibilità, stato di allerta costante, aggressività/comportamenti autolesivi oppure apatia, appiattimento affettivo, pensieri negativi e sensi di colpa, instabilità emotiva, riduzione della capacità di concentrazione e delle performance psicofisiche.

    Per poter emettere la diagnosi di disturbo da stress post traumatico, i sintomi devono essere presenti per almeno un mese e devono essere caratterizzati da un’intensità tale da interferire con la qualità di vita e/o compromettere seriamente l’interazione sociale, le relazioni familiari, l’attività lavorativa o la resa nello studio.  

    Tra gli stili di vita

    l PTSD non corrisponde alla fisiologica fase di adattamento che chiunque sperimenta dopo un trauma significativo, ma è a tutti gli effetti una malattia psichiatrica e, come tale, va affrontata con interventi farmacologici, psicoterapici e di supporto mirati.

    I farmaci più usati per favorire il recupero dal PTSD sono gli stessi antidepressivi utilizzati per il trattamento della depressione maggiore e dei disturbi d’ansia, in particolare quelli appartenenti alla classe degli inibitori del sistema di recupero della serotonina (SSRI). La terapia farmacologica deve essere assunta mediamente per 6-12 mesi (in relazione alla gravità del disturbo e della risposta individuale) e affiancata da interventi di tipo cognitivo-comportamentale che aiutano a rielaborare l’esperienza del trauma e a ricominciare ad affrontare situazioni della vita reale che possono rievocarlo.

    Ansia, nervosismo, ipereccitabilità e angoscia possono essere alleviati attraverso tecniche di rilassamento come il training autogeno, il rilassamento muscolare e la respirazione guidata. Una tecnica più specifica che si è dimostrata in grado di supportare la rielaborazione emotiva necessaria per la cura del PTSD è l’Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR), un metodo che prevede stimolazioni bilaterali alternate di tipo visivo, tattile o acustico durante la rievocazione dell’evento traumatico.