Aterosclerosi

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    Definizione

    L’aterosclerosi è un processo patologico che porta alla progressiva formazione di depositi localizzati composti principalmente da grassi e colesterolo e piastrine (ateromi o placche aterosclerotiche) all’interno delle pareti delle arterie di medie e grandi dimensioni, con conseguente riduzione del loro calibro e dello spazio disponibile per il flusso del sangue.  

    Cause

    Il processo che porta all’aterosclerosi può essere diviso in tre fasi, caratterizzate da un danno di gravità crescente a carico delle pareti delle arterie, al quale contribuiscono la presenza di ipertensione, ipercolesterolemia, sostanze ossidanti e infiammazione vasale e sistemica.

    Nella prima fase, a soffrire è lo strato più superficiale che riveste l’interno dell’arteria (endotelio), a causa dello stress meccanico determinato dalla pressione arteriosa elevata e dell’azione tossica di composti ossidanti prodotti dal metabolismo energetico (radicali liberi) e aumentati dal fumo, dall’inquinamento ambientale e da una dieta ricca di grassi e carboidrati e povera di antiossidanti (vitamine, polifenoli, zinco, selenio ecc.).

    Nella seconda fase, il danno vasale iniziale viene aggravato dall’azione delle vescicole di colesterolo Ldl presenti in eccesso nel sangue (ipercolesterolemia), che aderiscono e si addentrano nella parete dell’arteria, determinando la formazione della placca aterosclerotica e il conseguente progressivo restringimento del lume del vaso. Man mano che l’aterosclerosi avanza, lo spazio a disposizione del sangue per scorrere è sempre minore, con conseguente ulteriore aumento della pressione arteriosa.

    Nella terza fase, preliminare all’insorgenza di un evento acuto come l’infarto miocardico o l’ictus ischemico, questa situazione vasale già fortemente compromessa viene aggravata dall’aumento dell’infiammazione locale e dall’accumulo di piastrine, richiamate a livello della placca dal danno endoteliale, che contribuiscono ad aumentare ulteriormente lo spessore della parete dell’arteria, promuovendone l’occlusione.  

    Sintomi

    L’aterosclerosi si instaura gradualmente, senza dare sintomi finché il danno e l’ostruzione vascolare non diventano significativi. In fase relativamente avanzata, il restringimento del lume vasale può determinare sintomi di ischemia (riduzione dell’apporto di ossigeno ai tessuti), come dolore, crampi e difficoltà di controllo muscolare (per esempio, a livello dei polpacci in caso di arteriopatia obliterante periferica), mentre la totale o sub-totale occlusione di un’arteria a livello cardiaco o cerebrale può determinare, rispettivamente, l’insorgenza di angina o infarto miocardico e di attacco ischemico transitorio (TIA) o ictus cerebrale ischemico.

    Oltre che in presenza di sintomi quali dolore cupo o bruciore al centro del torace, affanno, confusione mentale, vertigini o crampi ai polpacci apparentemente privi di cause, a scopo preventivo tutti dovrebbero rivolgersi al medico per una valutazione del rischio cardiovascolare almeno una volta verso i 45-50 anni, soprattutto se si è uomini, fumatori, sedentari, sovrappeso od obesi e se si ha una familiarità per malattie cardiovascolari. Per le donne la raccomandazione è analoga, ma la visita può essere posticipata al periodo successivo alla menopausa (50-55 anni).  

    Diagnosi

    I sintomi che devono indurre a sospettare la presenza di aterosclerosi significativa, soprattutto in persone con età superiore ai 50 anni e fattori di rischio specifici (ipertensione, ipercolesterolemia, fumo, obesità, sedentarietà, familiarità per malattie cardiovascolari), variano in funzione dell’arteria (o del gruppo di arterie) interessate e comprendono per lo più manifestazioni correlate all’ischemia, ossia dolore, crampi e impossibilità di usare i muscoli o gli organi normalmente irrorati dall’arteria occlusa (cuore e cervello compresi).

    In presenza di sintomi suggestivi di occlusione arteriosa parziale, la situazione va approfondita attraverso esami indirizzati a valutare l’entità del danno vasale presente e i rischi associati, in funzione dell’arteria interessata (arterie periferiche o cerebrali, carotidi, coronarie, microcircolo cardiaco ecc.). In caso si sospetti la presenza di un’ostruzione di un’arteria cardiaca, saranno prescritti un elettrocardiogramma (ECG), esami del sangue per la valutazione di marker di danno cardiaco e indici della coagulazione, nonché, in casi selezionati, test cardiopolmonare sotto sforzo, cateterismo cardiaco, angiografia coronarica o altre indagini specialistiche.

    Viceversa, se l’occlusione riguarda le arterie delle gambe, sarà calcolato l’indice di pressione arteriosa caviglia-braccio (indice di Windsor) e sarà effettuato un’ecodoppler arterioso periferico, seguito da eventuale angiografia, se si prevede di effettuare un intervento chirurgico. Inoltre, posto che l’aterosclerosi è una malattia sistemica, dopo il riscontro di un’occlusione parziale in una singola arteria, è sempre raccomandabile procedere a un inquadramento cardiovascolare globale per poter impostare trattamenti appropriati, nell’ottica di prevenire eventi acuti severi.

    Tra gli stili di vita

    Che l’aterosclerosi sia diagnosticata in occasione di controlli di routine, sulla base di sintomi iniziali o dopo un evento acuto, l’obiettivo della terapia è frenare l’evoluzione della malattia e minimizzare il rischio cardiovascolare del paziente e la probabilità che si verifichino episodi ischemici acuti.

    In quest’ottica, sono previsti interventi sullo stile di vita quali: l’interruzione del fumo, la pratica regolare di attività fisica moderata (compatibilmente con le potenzialità individuali, l’età e la presenza di copatologie), la revisione delle abitudini dietetiche (riduzione del consumo di sale, grassi animali e carni rosse e aumento di quello di frutta, verdura e legumi; mantenimento di un apporto calorico bilanciato; assunzione moderata di alcolici e caffè ecc.), riposo sufficiente e riduzione dello stress.

    Sul piano farmacologico, la terapia varia in funzione delle alterazioni presenti in ciascun paziente e delle eventuali comorbilità e controindicazioni specifiche. In generale, potranno essere prescritti farmaci antipertensivi (ACE-inibitori, calcioantagonisti, batabloccanti, sartani, diuretici ecc.) e per ridurre i livelli di colesterolo (fibrati, statine ecc.), antiaggreganti piastrinici, antidiabetici (in presenza di alterazioni significative della glicemia) ecc. In aggiunta, soprattutto in pazienti che hanno già sperimentato un infarto miocardico acuto, sono di norma prescritti acidi grassi essenziali omega-3.