Psicologia, Salute

La memoria

E’ una funzione del sistema nervoso centrale che consente a tutti gli esseri animali di poter utilizzare al meglio le…

E’ una funzione del sistema nervoso centrale che consente a tutti gli esseri animali di poter utilizzare al meglio le conoscenze provenienti dall’esperienza:  possono essere così affrontati,  in maniera sempre più adeguata,  difficoltà o problemi vecchi e nuovi  provenienti dal mondo esterno.
Nel genere umano, in particolare, la memoria ha assunto un valore fondamentale sia nella diffusione del linguaggio, sia nello sviluppo della cultura.
Alla base della memoria vi è innanzitutto  l’apprendimento,  capacità di acquisire nuove informazioni dal mondo esterno. Queste  informazioni, conservate in particolari aree cerebrali, possono essere recuperate e utilizzate.
I tre differenti momenti alla base dei processi mnemonici sono:
1 –  l’acquisizione di nuove informazioni o esperienze provenienti dal mondo esterno;
2 – il consolidamento e la conservazione delle informazioni;
3 – il richiamo e l’utilizzo delle informazioni archiviate.
Uno degli aspetti più  importanti  della memoria è il consolidamento delle informazioni acquisite, che si attua attraverso formazione di nuove proteine, attivazione di geni e modifiche di sinapsi e dendriti.

VARIE FORME DI MEMORIA  
In base al tempo di conservazione dell’informazione nelle strutture cerebrali, è possibile distinguere due differenti forme di memoria:
1 – la memoria a breve termine
2 – la memoria a lungo termine
Nella memoria a breve termine l’informazione è conservata solo per un breve lasso di tempo, secondi o minuti;  nella memoria a lungo termine l’informazione è disponibile anche  per lunghi intervalli di tempo, anche per anni.

MEMORIA A BREVE TERMINE

La memoria a breve termine è la  capacità di conservare e di richiamare un ricordo acquisito poco prima solo per un brevissimo intervallo temporale (da trenta secondi a due minuti). Nell’ambito della memoria a breve termine, vi è la cosiddetta memoria immediata o memoria di lavoro (working memory),  che permette di archiviare l’informazione e di impiegarla solo per attuare una determinata attività.

MEMORIA A LUNGO TERMINE

E’ il processo di apprendimento che si completa con la conservazione e il successivo consolidamento della informazione acquisita. Questo processo può avvenire in maniera attiva con l’impegno personale dell’individuo, ma anche senza una partecipazione diretta. E’ opportuno altresì sottolineare la distinzione della  memoria a lungo termine in implicita ed esplicita.
La memoria implicita, detta anche procedurale, è quella legata alla esecuzione di attività, quali nuotare, andare in bicicletta o suonare uno strumento musicale. È strettamente collegata all’addestramento e viene richiamata alla mente in modo non cosciente. La memoria esplicita, detta anche dichiarativa, è relativa ad avvenimenti, persone, situazioni, luoghi od oggetti. Viene richiamata alla mente in maniera cosciente e necessita sempre di consapevolezza. È  la memoria del linguaggio parlato o relativa a precedenti esperienze. Forme di  memoria esplicita sono:
– la memoria episodica o autobiografica, che riguarda esperienze o fatti personali della propria vita;
– la memoria  semantica, che si riferisce a nozioni, concetti o a conoscenze di cultura generale. Tuttavia non tutti i ricordi vengono immagazzinati. Per una corretta memorizzazione è necessaria una selezione delle informazioni, che si basa sia sull’interesse del soggetto per un determinato argomento o avvenimento, sia sulla sua capacità di attenzione e di concentrazione. La memoria a lungo termine, al contrario di quella a breve termine, comporta tutta una serie di mutamenti a carico di neuroni, sinapsi e dendriti. Sono probabilmente coinvolti anche processi di neurogenesi, con formazioni di nuovi neuroni,  in una particolare una struttura encefalica denominata ippocampo che, contrariamente a quanto comunemente si pensa,  continua a produrre nuovi neuroni per tutta la vita.

Pietro Biagio Carrieri è specialista in Neurologia, in Medicina Legale e in Psichiatria e attualmente è docente a contratto presso il Dipartimento di Neuroscienze della Università “Federico II” di Napoli. Ha pubblicato numerosi articoli su riviste internazionali ed è autore di monografie e di capitoli di libri su vari argomenti di Neurologia. Si occupa anche di corsi di aggiornamento ECM, in particolare in campo di Malattia di Alzheimer, Sclerosi Multipla e Malattia di Parkinson.