La Marijuana pt. 1

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La marijuana è probabilmente la sostanza più usata al mondo a scopo ricreativo, da decenni, nonostante i possibili rischi associati. Ma da che cosa dipendono gli effetti della marijuana nell’organismo? Scopritelo in questo video.

La marijuana, nota anche come cannabis, tra gli altri nomi, è una preparazione della pianta Cannabis sativa, la pianta della canapa, utilizzata a scopo ricreativo e medico. La marijuana può essere assunta fumandola, inalandola o mischiandola agli alimenti.

Il composto chimico psicoattivo principale della marijuana, responsabile della maggior parte dei suoi effetti intossicanti, è il delta-9-tetraidro-cannabinolo, o THC. La preparazione della pianta di Cannabis contiene anche molti altri composti simili al THC, chiamati cannabinoidi.

Il THC è chimicamente correlato a una classe di sostanze che si trovano naturalmente nel nostro sistema nervoso, chiamate cannabinoidi endogeni o endocannabinoidi, il più noto dei quali è l’anandamide. Gli endocannabinoidi fanno parte di un sistema scoperto di recente, chiamato sistema degli endocannabinoidi, o ECS.

Il cervello umano contiene miliardi di neuroni che comunicano tra loro attraverso messaggi chimici, o neurotrasmettitori. Quando un neurone è stimolato a sufficienza, un neurotrasmettitore viene liberato nello spazio sinaptico, uno spazio tra i neuroni, dove lega e attiva un recettore presente sul neurone vicino. La comunicazione tra neuroni è essenziale per tutte le attività cerebrali.

Il ECS agisce come un modulatore di questa neurotrasmissione. Quando il neurone post-sinaptico è attivato, gli endocannabinoidi vengono prodotti, liberati e viaggiano verso il neurone pre-sinaptico, dove attivano i recettori dei cannabinoidi. Così facendo, essi controllano l’eccitabilità della cellula nervosa pre-sinaptica quando viene nuovamente stimolata. L’effetto globale è una diminuzione del rilascio di neurotrasmettitori come il GABA o il glutammato. In altre parole, il ECS agisce come un freno, rallentando l’attività neuronale, evitando che i neuroni “sparino” troppo.

Alcuni esempi delle funzioni del ECS comprendono:

– modulazione del dolore: i cannabinoidi SOPPRIMONO l’elaborazione del segnale doloroso, determinando un effetto di sollievo dal dolore.

– riduzione di ansia e stress: mentre la risposta a stimoli stressanti è necessaria per permette all’organismo di reagire in modo appropriato a un fattore di stress, lo stress cronico può essere dannoso. Il ECS gioca un ruolo nell’adattamento della risposta dell’organismo all’esposizione ripetuta. Aiuta il corpo a imparare a gestire lo stress.

– regolazione dell’umore: il ECS promuove emozioni positive inducendo il rilascio di dopamina nella via cerebrale della ricompensa. Ciò spiega l’euforia, o il sentirsi “su di giri”, sperimentato dagli utilizzatori di marijuana. Il meccanismo d’azione del THC, tuttavia, è diverso da quello di altre sostanze: induce il rilascio di dopamina indirettamente, rimuovendo l’azione inibitoria del GABA dai neuroni dopaminergici.

Il ECS è coinvolto anche in molte altre attività cerebrali e corporee, compresi la memoria e l’apprendimento, l’appetito e il sonno, le funzioni immunitarie e la fertilità.