Trombosi

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“Coagulazione intravasale del sangue nel vivente con formazione di un trombo. ll trombo potrà essere bianco, se costituito in prevalenza da fibrina e piastrine, rosso, se un certo numero di globuli rossi resta imprigionato tra le maglie di fibrina e, infine, misto quando i due aspetti sopra descritti coesistono nello stesso trombo.  A seconda della localizzazione, parleremo di trombosi endocardiche, trombosi arteriose e trombosi venose. I trombi arteriosi o venosi possono poi essere distinti in parietali e ostruenti. Essi vanno incontro ad un processo organizzativo che può indurre una canalizzazione del trombo stesso. Particolare importanza ai fini della trombosi delle arterie rivestono le alterazioni arteriosclerotiche e infiammatorie della parete, le alterazioni della crasi ematica (discolloidità plasmatica, ispissatio sanguinis, policitemia, aumento delle piastrine), e in caso di insufficienza miocardica, shock.  Nel caso in cui il trombo arterioso sia parietale, si avrà una riduzione più o meno accentuata del flusso ematico nei territori a valle di essa, compensata però sufficientemente, il più delle volte, dal circolo collaterale vicariante, mentre nel caso di un trombo ostruente il compenso è solitamente insufficiente e insorge acutamente la sintomatologia ischemica, caratteristica a seconda del distretto arterioso interessato.  Potremo così avere il quadro drammatico di una trombosi degli arti inferiori, con dolore lancinante, formicolio, intorpidimento, pallore e senso di freddo, scomparsa delle pulsazioni, disturbi trofici talora regredienti ma più spesso esitanti verso la gangrena, oppure il quadro classico dell’infarto (v.), se il trombo ha sede nelle arterie coronarie, oppure ancora il quadro dell’apoplessia cerebrale, se il trombo si è venuto a formare nel distretto encefalico, e così via.  Non è raro che il trombo si distacchi in parte dal suo punto di formazione, venga trascinato dalla corrente ematica nell’albero arterioso, per poi arrestarsi ad un determinato livello e indurre un quadro embolico. Ancor più frequente è la trombosi venosa.  Essa può determinarsi sotto forma di flebotrombosi, in cui il fatto patogenico principale è dato da un rallentamento del circolo con formazione di un trombo prevalentemente rosso, facilmente distaccabile dalla parete, oppure come tromboflebite, indotta da un’infiammazione della parete venosa con formazione di un trombo bianco ben aderente.  Nel primo caso insorge in pazienti anziani, defedati, cardiopatici, o in soggetti costretti a lungo a letto per interventi operatori; nel secondo caso predominano i processi infettivi puerperali, le affezioni acute dell’apparato genitale femminile, i traumi, i fattori chimici. Sono per lo più colpiti dal processo trombotico le vene degli arti inferiori, le vene pelviche, la cava inferiore, e la sintomatologia verrà riferita alla localizzazione.”

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