I disturbi gastrointestinali

Premessa:

In età pediatrica i disturbi gastrointestinali sono pressoché all’ordine del giorno.

Almeno tre sono le ragioni che spiegano non soltanto la loro elevata frequenza ma anche la loro facilità di insorgenza:

  • Innanzitutto perché l’apparato digerente, analogamente a quello respiratorio, è un “mediatore diretto” del rapporto con l’ambiente: di conseguenza è sempre a stretto contatto con il mondo esterno ed è costantemente un potenziale bersaglio di aggressioni microbiche.
  • In secondo luogo perché, soprattutto nei primi anni d’età, è istintiva la reazione di “portare tutto alla bocca”, usandola come organo per esplorare qualsiasi oggetto: da qui un’ulteriore probabilità di esposizione ad agenti patogeni, nonché del loro scambio reciproco attraverso oggetti, accessori e giochi.
  • Infine, per limitarsi soltanto ai fattori di maggiore rilevanza, va ricordato che il sistema immunitario matura nel corso dei primi 10 anni di vita, per cui talvolta non è in grado di fronteggiare in maniera immediata ed efficace l’ingresso di microrganismi di vario genere. Se, però, quella di organo barriera è per così dire un ruolo accessorio e obbligato, la funzione principale dell’apparato digerente è quella assorbente. Ecco perché alle patologie infettive si affiancano quelle correlate a problematiche specifiche, come per esempio deficit enzimatici, sindromi da malassorbimento e alimentazione. Due sono le categorie di disturbi gastrointestinali: le forme acute, come la gastroenterite, e i disturbi funzionali.

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