Salute

Gastroenteriti e tossinfezioni alimentari: un’insidia non solo estiva

Anche per i bambini estate significa giornate soleggiate, da trascorrere – sole e afa permettendo – all’aperto, alimentazione semplice e…

Anche per i bambini estate significa giornate soleggiate, da trascorrere – sole e afa permettendo – all’aperto, alimentazione semplice e ricca di cibi freschi, come frutta, latte, gelati… insomma libertà. Attenzione, però. Alcune insidie sono costantemente in agguato e tra queste non mancano batteri e virus che prediligono l’apparato digerente. Insomma gastroenteriti e intossicazioni alimentari sono sempre dietro l’angolo, non solo nel periodo estivo ma possono essere un pericolo tutto l’anno: le prime sono dovute all’ingresso di un germe, mentre le altre sono causate dalla produzione da parte di alcune particolari specie batteriche (salmonelle, clostridi, stafilococchi, escherichia, per citarne qualcuna), di tossine, ossia sostanze in grado di scatenare entro poche ore febbre, dolori addominali, vomito e diarrea. Si parla invece di tossinfezione quando un alimento è veicolo sia dei germi sia delle relative tossine.

Occhio all’igiene alimentare e non solo

La trasmissione di queste forme è tanto semplice quanto rapida: utilizzo di servizi igienici non seguìto dall’opportuno lavaggio delle mani, cibi scaduti o non adeguatamente manipolati, preparati, cotti o conservati, acqua contaminata, ambienti (in particolare cucina e frigorifero) e stoviglie non sufficientemente igienizzati, e così via. Creme e prodotti a base di uova, per esempio, oppure verdure non ben sciacquate, formaggi artigianali di incerta provenienza sono tutti potenziali veicoli di microrganismi e tossine.

I bambini sono ancor più vulnerabili degli adulti e pongono due problemi: innanzitutto la perdita massiva di acqua e sali minerali, che comporta il rischio di disidratazione (un’emergenza che, soprattutto nei primi anni di vita, può rendere necessario il ricovero in ospedale). In secondo luogo la successiva inappetenza e possibile maldigestione, in particolare del lattosio. Spesso, infatti, con l’enterite vengono danneggiate le cellule assorbenti dell’intestino e viene così a ridursi la lattasi, l’enzima che scompone il lattosio nelle sue due unità costitutive.

I sintomi

Alle manifestazioni iniziali possono così aggiungersi ulteriori fattori di disagio, responsabili di malessere generale, calo della vivacità e inappetenza. Per questa ragione dopo un episodio di vomito e/o diarrea è prudente limitare la quantità di latte e derivati, reintroducendoli possibilmente con gradualità. Se poi, invece, una volta superata la gastroenterite, gli alimenti contenenti lattosio dovessero associarsi a gonfiore addominale, meteorismo o altri disturbi digestivi è opportuno consultare il pediatra. La parola chiave, in ogni caso, rimane sempre la prevenzione: con il rispetto di semplici norme e accorgimenti igienici, inclusa l’attenzione alla provenienza delle materie prime e alla verifica della potabilità dell’acqua, si possono evitare numerosi spiacevoli imprevisti. Non soltanto ai piccoli ma anche a tutti i loro familiari.

Nato a Milano nel 1964, dove si è laureato a pieni voti in Medicina e Chirurgia nel 1989, si è occupato di ricerca sperimentale in Immunologia dei trapianti d’organo e ha in seguito conseguito, nel 1993, la specializzazione in Pediatria, dedicandosi in particolare alla fisiologia della nutrizione e allo studio degli acidi grassi in malattie metaboliche congenite. Parallelamente ha collaborato con numerose case editrici e testate scientifiche e divulgative, pubblicando articoli, libri, guide, saggi e partecipando a campagne stampa e iniziative sociali. Tuttora pratica attività clinica in regime libero professionale ed è componente di società scientifiche, comitati editoriali e board scientifici nell’ambito dell’alimentazione e dell’aggiornamento medico.