Consapevolezza / Mindfulness

La dipendenza dello smartphone è come una droga

Il XXI secolo è segnato dalle nuove tecnologie, dagli smartphone e da tutto ciò che ruota intorno a questi dispositivi…

Il XXI secolo è segnato dalle nuove tecnologie, dagli smartphone e da tutto ciò che ruota intorno a questi dispositivi tanto utili, quanto dannosi. Secondo Erik Peper, professore di educazione alla salute presso l’Università di San Franciscola dipendenza dall’uso di smartphone inizia a formare connessioni neurologiche nel cervello in modo simile a quelle che si sviluppano in coloro che acquisiscono una dipendenza da farmaci oppioidi per alleviare il dolore“.

Il professore attraverso un sondaggio condotto su 135 studenti ha scoperto che chi utilizza continuamente i telefoni ha più elevati livelli di senso dell’isolamento, depressione e ansia. La ricerca, pubblicata su NeuroRegulation, conferma che questa forte sensazione di isolamento è dovuta al fatto che purtroppo abbiamo sostituito il cellulare con la comunicazione faccia a faccia. Questa situazione ci permette di rimanere sempre connessi, ma al tempo stesso ci impedisce di utilizzare in modo efficace il linguaggio del corpo, provocando anche un senso di insoddisfazione. L’essere social, paradossalmente, ci fa diventare asocial, sviluppando una maggiore attitudine a comunicare attraverso un cellulare piuttosto che di persona.

Le notifiche delle app

Sembra che anche le app siano finite nel mirino degli scienziati, infatti secondo la ricerca condotta le notifiche possono innescare percorsi neurali. Durante il sondaggio gli studenti erano propensi a guardare lo smartphone in qualunque momento della giornata, mentre studiavano e mangiavano, come in una condizione di “semi-tasking”, in cui si svolgono più compiti insieme, ottenendo, però, la metà dei risultati che avrebbero potuto ottenere senza questo dannoso dispositivo tecnologico. La causa principale sono le notifiche push, che quasi ci obbligano a guardare il cellulare e inconsciamente attivano dei percorsi neuronali all’interno del nostro cervello. Una volta questi ci avrebbero avvisato di un pericolo, oggi invece “siamo dirottati, dagli stessi meccanismi che una volta ci proteggevano, verso le informazioni più banali”, queste le parole del professore Peper. Le persone, specialmente i giovani, a causa degli smartphone stanno totalmente perdendo il controllo. Questo il motivo per cui il suo abuso viene paragonato a quello di sostanze stupefacenti, che portano dipendenza.

Il professor Erik Peper, insieme agli autori della ricerca, ha incitato gli utenti a riprendere il comando della propria vita, staccare gli occhi dagli smartphone e rispondere alle notifiche solo in momenti specifici della giornata.