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Come aiutare il bambino nella faticosa “ripresa” dell’intestino dopo le feste

Una classica richiesta che i genitori formulano al pediatra è se ci sia qualche accorgimento per “rimettere in sesto” l’intestino…

Una classica richiesta che i genitori formulano al pediatra è se ci sia qualche accorgimento per “rimettere in sesto” l’intestino del bambino dopo le feste. In realtà, soprattutto per quelle natalizie, va ricordato che non sono soltanto le trasgressioni alimentari ma anche i numerosi virus circolanti a perturbare l’apparato digerente, talvolta in reciproca concatenazione. Per esempio una classica indigestione, oltre ad arrecare disagio, può alterare la flora batterica rendendo l’intestino più vulnerabile nei confronti di eventuali patogeni. Oppure un microrganismo, che inizialmente causa febbre, tosse e altri sintomi respiratori, può favorire anche nausea, vomito, scariche liquide e interferire sui processi digestivi.

Quali sono allora i provvedimenti più indicati?

Innanzitutto ricordiamo che i bambini, anche se appaiono voraci e in grado di metabolizzare qualunque pasticcio, non sono meno delicati degli adulti: la differenza sta nel fatto che in questi ultimi i sintomi sono forse più marcati ma tendono a risolversi con maggiore rapidità, mentre nei bambini, se si escludono gli attacchi acuti di vomito (liberatorio) o diarrea, i tempi di recupero sono più lenti, come pure più a lungo possono persistere, in maniera subdola, dolori vaghi all’addome, gonfiore o cambiamenti della consistenza e delle caratteristiche fecali. Per questa ragione è opportuna un’alimentazione semplice: non necessariamente “in bianco”, ma caratterizzata da piatti poco conditi ed elaborati, come per esempio spaghetti al pomodoro, bistecca o pesce ai ferri, pasta e fagioli, minestrone.

Fondamentale è un giusto equilibrio tra alimenti animali e vegetali: frutta e verdura non devono mai mancare sulla tavola e se proprio non fossero di gradimento ricordiamo che, se pure con una perdita delle fibre, possono essere proposte sotto forma di succhi e centrifugati, preparati in casa e consumati al momento. Attenzione, poi, alle quantità dei pasti (in presenza di disturbi è meglio se essi sono piccoli e frequenti piuttosto che radi e abbondanti) e ai grassi, che devono essere moderati non soltanto per una questione calorica, ma anche perché rallentano e appesantiscono la digestione. Infine non dimentichiamo l’importanza dell’attività fisica, che agisce come stimolo favorevole sulla motilità del tubo digerente, e dell’impiego di preparati probiotici, utili a ripristinare un assetto equilibrato della microflora intestinale.

Nato a Milano nel 1964, dove si è laureato a pieni voti in Medicina e Chirurgia nel 1989, si è occupato di ricerca sperimentale in Immunologia dei trapianti d’organo e ha in seguito conseguito, nel 1993, la specializzazione in Pediatria, dedicandosi in particolare alla fisiologia della nutrizione e allo studio degli acidi grassi in malattie metaboliche congenite. Parallelamente ha collaborato con numerose case editrici e testate scientifiche e divulgative, pubblicando articoli, libri, guide, saggi e partecipando a campagne stampa e iniziative sociali. Tuttora pratica attività clinica in regime libero professionale ed è componente di società scientifiche, comitati editoriali e board scientifici nell’ambito dell’alimentazione e dell’aggiornamento medico.