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L’approccio al dolore nel bambino

Come bisogna reagire quando il nostro piccolo lamenta un qualche tipo di dolore fisico ? La cosa più saggia e…

Come bisogna reagire quando il nostro piccolo lamenta un qualche tipo di dolore fisico ? La cosa più saggia e consigliata è quella di rivolgersi al proprio pediatra prima di somministrare al piccolo qualsiasi tipo di medicinale. Innanzitutto il pediatra ha bisogno di acquisire alcune informazioni per capire il tipo e l’entità del dolore ed è bene perciò che i genitori (se il bambino non è ancora in grado di esprimersi da solo) si preparino a rispondere. Sarà lui stesso a consigliare i farmaci più adatti per ogni situazione e tipologia di dolore.

L’uso dei farmaci

Il farmaco di prima scelta nel dolore lieve-moderato senza infiammazione, come nel caso della dentizione, dolore di crescita ed emicrania, è il paracetamolo somministrato per via orale, che può essere somministrato sin dal primo giorno di vita grazie all’ottimo rapporto in termini di efficacia e sicurezza. Il paracetamolo agisce entro 30 minuti circa e il suo effetto analgesico permane per 4-6 ore. Il paracetamolo può essere inoltre impiegato anche a digiuno, a un dosaggio più alto rispetto a quello indicato per la febbre, come indicato dal pediatra, ma sempre in relazione al peso del bambino e senza superare nell’arco di un giorno la soglia di 60 mg/Kg nei bambini d’età inferiore a 3 mesi e di 80 mg/Kg in quelli più grandi. La somministrazione del farmaco per via rettale è da lasciare sempre come alternativa, per esempio nel caso in cui il bambino non sia in grado di assumere nulla per bocca a causa del vomito.

Per il dolore associato a infiammazione dopo il terzo mese di vita e oltre i 5,6 Kg di peso è di scelta l’ibuprofene, da somministrare a stomaco pieno, in base al peso e con un intervallo di almeno 6-8 ore (contro le 4-6 ore del paracetamolo) e senza superare il dosaggio massimo di 30 mg/Kg in una giornata.

Va in ogni caso ricordato che il trattamento del dolore, affinché sia efficace, deve avvenire secondo uno schema a orari fissi e non al bisogno. Infine se al dolore si associano manifestazioni locali, quali per esempio fuoriuscita di materiale dall’orecchio oppure arrossamento o tumefazione dopo una caduta, oppure se dovesse aumentare di intensità è sempre consigliabile il consulto del pediatra.

Tra tutti i disturbi il dolore è quello che più mina l’integrità fisica e psichica del bambino e in più angoscia e preoccupa i suoi familiari, con un notevole impatto sulla qualità della vita e della assistenza. Per questa ragione non deve essere sottovalutato né tantomeno banalizzato: anche nei casi in cui si hanno ragioni per sospettare che un bambino possa fingere di sentire male, per esempio quale pretesto per sottrarsi a un impegno scolastico, è sempre consigliabile procedere con le opportune verifiche piuttosto che rischiare di non prendersene cura o di trattarlo in maniera approssimativa.

 

Nato a Milano nel 1964, dove si è laureato a pieni voti in Medicina e Chirurgia nel 1989, si è occupato di ricerca sperimentale in Immunologia dei trapianti d’organo e ha in seguito conseguito, nel 1993, la specializzazione in Pediatria, dedicandosi in particolare alla fisiologia della nutrizione e allo studio degli acidi grassi in malattie metaboliche congenite. Parallelamente ha collaborato con numerose case editrici e testate scientifiche e divulgative, pubblicando articoli, libri, guide, saggi e partecipando a campagne stampa e iniziative sociali. Tuttora pratica attività clinica in regime libero professionale ed è componente di società scientifiche, comitati editoriali e board scientifici nell’ambito dell’alimentazione e dell’aggiornamento medico.