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Adolescenti con tattoo e piercing: prime raccomandazioni dei pediatri americani

Uccelli rapaci, animali feroci, farfalle, nomi, citazioni di strofe di canzoni o poesie ‘ricamati’ sulla pelle. Se ne vedono di…

Uccelli rapaci, animali feroci, farfalle, nomi, citazioni di strofe di canzoni o poesie ‘ricamati’ sulla pelle. Se ne vedono di ogni tipo e in ogni parte del corpo. La passione per tatuaggi e piercing è cresciuta negli ultimi anni, e a queste pratiche si aggiunge anche la scarificazione, cioè la deformazione cutanea a scopi decorativi. Si tratta di modalità espressive che oggi vengono scelte anche dai giovanissimi. Non senza però alcuni rischi che è bene conoscere e far conoscere.

Le raccomandazioni dei pediatri americani

I pediatri americani hanno presentato le prime raccomandazioni su tattoo e piercing per adolescenti e giovani adulti. In molti Stati americani, come del resto in Italia, bisogna avere almeno 18 anni per farsi un tatuaggio, ma le regole sono molto variabili. Il primo consiglio ai teenager è innanzitutto di documentarsi e di pensare bene al perché vogliono un tatuaggio e dove lo vogliono. In secondo luogo devono essere consapevoli delle possibili ripercussioni: per esempio in uno studio condotto nel 2014 su 2.700 persone, il 76% degli intervistati ha espresso la convinzione che un piercing o un tatuaggio abbiano ridotto le possibilità di trovare un lavoro. C’è poi il tasso di eventuali complicazioni cutanee, che non è noto ma viene ritenuto raro: il pericolo più serio, in ogni caso, è legato alle infezioni.

Le dovute precauzioni

Prima di sottoporsi a un tatuaggio o a un piercing, raccomandano i pediatri americani, occorre essere sicuri che il salone prescelto sia sterile, pulito e abbia una buona reputazione. I responsabili dovrebbero spiegare ai clienti, e in alcuni casi ai loro genitori, come prendersi cura dell’area trattata dopo il piercing o il tatuaggio. Inoltre il luogo dovrebbe rispondere agli stessi requisiti igienici di uno studio medico.  La scarificazione, una sorta di tatuaggio estremo che può prevedere il cutting (incisione), il branding (marchio a fuoco), l’ice kiss (marchio di ghiaccio) per “disegnare a rilievo” immagini sulla pelle negli Stati Uniti è proibita.

Chi pensa di farsi un tatuaggio dovrebbe essere sicuro di aver fatto i richiami vaccinali e di non assumere farmaci che compromettono le difese immunitarie. Infine, i giovanissimi aspiranti tatuati “possono non rendersi conto di quanto sia costoso eliminare un tatuaggio o del fatto che il piercing sulla lingua può danneggiare i denti”, si legge nel documento americano. In definitiva tatuaggi e piercing sono equiparabili a piccoli interventi di chirurgia ambulatoriale, ma anziché contribuire a risolvere problematiche possono diventarne di per sé causa.

Nato a Milano nel 1964, dove si è laureato a pieni voti in Medicina e Chirurgia nel 1989, si è occupato di ricerca sperimentale in Immunologia dei trapianti d’organo e ha in seguito conseguito, nel 1993, la specializzazione in Pediatria, dedicandosi in particolare alla fisiologia della nutrizione e allo studio degli acidi grassi in malattie metaboliche congenite. Parallelamente ha collaborato con numerose case editrici e testate scientifiche e divulgative, pubblicando articoli, libri, guide, saggi e partecipando a campagne stampa e iniziative sociali. Tuttora pratica attività clinica in regime libero professionale ed è componente di società scientifiche, comitati editoriali e board scientifici nell’ambito dell’alimentazione e dell’aggiornamento medico.