Psicologia, Salute

Acne: di cosa si tratta e come si combatte

Il termine acne deriva dalla parola greca acmé o acné, ossia schiuma o sommità. È una malattia cutanea tra le…

Il termine acne deriva dalla parola greca acmé o acné, ossia schiuma o sommità. È una malattia cutanea tra le più diffuse nella popolazione giovanile, infatti è presente in circa il 95%. La frequenza è molto più elevata sicuramente tra gli adolescenti, ma l’acne può persistere o comparire anche nell’età adulta.

Tipi di acne

Fa il suo esordio in genere sul viso, sul dorso, sul torace e sulle spalle e interessa pressoché in percentuali simili i due sessi. Si manifesta tipicamente con comedoni chiusi e aperti, i cosiddetti punti neri, papule, o punti bianchi, pustole, meglio note come brufoli, noduli ossia foruncoli, cisti e purtroppo può esitare in alcuni casi anche in cicatrici. Le cause dell’acne sono molteplici: aumentata attività delle ghiandole sebacee, ispessimento della parete degli osti follicolari, colonizzazione batterica, in particolare da parte del Propionibacterium Acnes, e infiammazione. Inoltre vari fattori concorrono alla sua comparsa come la predisposizione familiare, lo stress e il fumo.

Soprattutto in età adolescenziale è importante poter inquadrare precocemente il grado di acne, ovvero se è lieve, moderata o severa, oppure, a seconda del tipo di lesione, può essere classificata in comedonica, papulo-pustolosa, nodulare e, in casi gravi, conglobata. Ciò consente di evitare lo sviluppo di cicatrici. Spesso infatti questa patologia viene sottovalutata e ciò può pertanto comportare un disagio psicologico da parte dei giovani pazienti e ritardare i benefici della terapia. È noto, da studi condotti sulla qualità della vita dei pazienti, che l’adolescente acneico soffra spesso di una scarsa autostima, imbarazzo, timidezza e in casi estremi anche di depressione, turbe emozionali, vergogna del proprio aspetto, con conseguente difficoltà a rapportarsi con il sesso opposto e calo del rendimento scolastico.

Le terapie

Per quanto riguarda la terapia le Linee Guida Europee, pubblicate nel 2012 raccomandano quali farmaci, topici e sistemici, usare in base al grado dell’acne. I retinoidi topici, derivati dalla vitamina A, rappresentano la prima scelta nell’acne comedonica. Un ruolo importante è rivestito anche dal benzoilperossido un agente cheratolitico ad azione antibatterica che però non induce antibiotico-resistenza, consigliato nell’acne volgare e nelle forme a prevalenza comedonica o papulo-pustolosa.

L’impiego degli antibiotici topici è utile nelle forme infiammatorie, ma è limitato dalle resistenze, che purtroppo in Europa sono in aumento. pertanto, per quanto riguarda l’acne, è consigliabile il loro uso locale in associazione con altri farmaci topici, evitando la concomitante somministrazione di antibiotici orali e limitando l’uso di questi ultimi a periodi non superiori a tre mesi, sospendendoli in caso di mancato miglioramento. Il ricordo a combinazioni fisse di preparati topici offre la possibilità di agire in modo più specifico sui meccanismi che causano l’acne, aumentando inoltre l’aderenza alla terapia, rendendo sufficiente l’applicazione di un solo prodotto.

Nato a Milano nel 1964, dove si è laureato a pieni voti in Medicina e Chirurgia nel 1989, si è occupato di ricerca sperimentale in Immunologia dei trapianti d’organo e ha in seguito conseguito, nel 1993, la specializzazione in Pediatria, dedicandosi in particolare alla fisiologia della nutrizione e allo studio degli acidi grassi in malattie metaboliche congenite. Parallelamente ha collaborato con numerose case editrici e testate scientifiche e divulgative, pubblicando articoli, libri, guide, saggi e partecipando a campagne stampa e iniziative sociali. Tuttora pratica attività clinica in regime libero professionale ed è componente di società scientifiche, comitati editoriali e board scientifici nell’ambito dell’alimentazione e dell’aggiornamento medico.